Come superare l’inevitabile crisi che si sta abbattendo sul settore automobilistico

Come superare l’inevitabile crisi che si sta abbattendo sul settore automobilistico

Come superare l’inevitabile crisi che si sta abbattendo sul settore automobilistico

superare la crisi del settore automotive

I bisogni di mobilità dei consumatori stanno cambiando e vendere automobili sta diventando sempre più difficile.

Gli addetti alle vendite sono costantemente alla ricerca di soluzioni vantaggiose da offrire ai propri acquirenti ma, sebbene riempiano i propri depositi con vetture super equipaggiate, dai colori più ricercati e ad un prezzo super conveniente, sembra proprio che manchi sempre qualcosa per soddisfare le richieste dei clienti.

Le conseguenze sono devastanti e mettono a repentaglio la sopravvivenza delle aziende.

I margini sono ridotti al minimo storico, i flussi di cassa sono estremamente altalenanti e la stabilità economica, necessaria soprattutto per garantire il pagamento degli stipendi dei dipendenti, è ormai diventata uno degli elementi di maggior stress per gli imprenditori del settore.

In uno scenario cosi mutevole e complesso, come quello del settore automobilistico in Italia, occorre sviluppare un nuovo modello di business, un modo innovativo di fare impresa.


Un set di soluzioni efficaci per superare la crisi nel settore automobilistico

Gli specialisti dell’Associazione AIPA concordano con i più qualificati esperti di economia e gestione aziendale: i professionisti dell’automobile devono

  • individuare prodotti e servizi innovativi in grado di soddisfare le nuove esigenze dei clienti
  • ampliare la conoscenza e comprensione del mercato e
  • sviluppare nuove organizzazioni aziendali, flessibili ed organiche

Accedere ad un’associazione di categoria, che consenta di qualificarsi come professionista, acquisire le competenze necessarie per affrontare il cambiamento ed accedere ai servizi necessari per superare la tempesta economica che, inevitabilmente, sta investendo il settore automobilistico, costituisce la soluzione più efficace.

Di fatto, è vero che una sana rivalità migliora la competitività e garantisce ai consumatori innegabili vantaggi economici, ma l’imprenditoria italiana è ancora troppo caratterizzata da una forte propensione all’individualismo che limita l’accesso a quei servizi trasversali che solo i grandi gruppi riescono a sviluppare.

Eppure, le PMI hanno già da tempo compreso l’importanza di adottare strategie che rappresentino un vantaggio per le aziende e che, nel contempo, portino un beneficio anche ai clienti.


Nuove strategie d'impresa per rispondere a nuove esigenze

Il mercato in continua evoluzione e consumatori sempre più esigenti impongono di intraprendere azioni che puntano alla collaborazione, se non all’unione, tra aziende.

Il fenomeno della fusione di imprese è già in atto, come dimostrano alcuni grandi gruppi automobilistici che stanno acquisendo ed incorporando un numero sempre maggiore di aziende di vendita e riparazione.

Infatti, anche in Italia, seppur in ritardo rispetto agli altri mercati europei e americani, stiamo assistendo alla formazione di vere e proprie multinazionali (prime tra tutte i gruppi Penske Automotive e Porsche Holding Salzburg)

Il Gruppo Penske Automotive è una multinazionale americana con oltre 27.000 dipendenti che commercializza, attraverso i suoi concessionari, automobili e veicoli commerciali negli Stati Uniti, Canada,  Europa, Australia e Nuova Zelanda.

Attiva anche in Italia, la Penske Automotive Group è valutata da Fortune Magazine come una delle migliori aziende al mondo.

Con buona probabilità, il suo maggior concorrente è Porsche Holding Salzburg: con i suoi oltre 29.000 dipendenti ed un fatturato di 22,4 miliardi di euro, è indubbiamente la più grande azienda di vendita al dettaglio in Europa, attiva in 21 paesi comunitari, oltre che in Colombia, Cile, Cina, Malesia, Singapore e Brunei.

Entrambi i gruppi coprono l'intero spettro del commercio automobilistico, distribuendo veicoli e pezzi di ricambio, ed offrendo una gamma completa di servizi di finanziamento automobilistico.

Il controllo del mercato e la pianificazione strategica necessaria a garantire ai clienti una esperienza di acquisto che non teme concorrenti, sono garantiti dall’accesso ai Big Data e dallo sviluppo di sistemi IT interni.

Se volessimo riassumere i principi ispiratori di questi grandi gruppi, potremmo sicuramente fare riferimento a due linee guida di grande rilevanza: l’unione (di aziende) fa la forza e la logica win-win.

In sintesi, potremmo dire che “semplicemente” si tratta di attuare strategie, schemi e soluzioni che permettano a diverse imprese di muoversi insieme rafforzandosi e mantenendosi competitive e dinamiche, ma sempre con un approccio mirato al bene del cliente.


Perché le PMI dovrebbero riunirsi in gruppi d'impresa

strategia di impresa per superare la crisi

Ma perché le aziende dovrebbero unirsi?

Indubbiamente unire gli sforzi, gli investimenti e le competenze consente di acquisire un vantaggio competitivo che difficilmente una piccola azienda può contrastare.

Innanzitutto, condividere risorse, spazi fisici, attrezzature tecniche, mezzi, equipe di ricerca o acquisti di materiali e materie prime consente un risparmio notevole e quindi permette di controllare meglio i costi, riutilizzando i budget o attuando politiche di prezzo efficaci.

Inoltre, soprattutto per le aziende di piccole o medie dimensioni, che spesso faticano a investire in ricerca e sviluppo al pari dei colossi dotati di grandi budget, unire le forze può rappresentare un sistema per far fronte alla continua evoluzione tecnologica.

Anche una gestione condivisa delle competenze, delle capacità, delle conoscenze e del personale può fornire un vantaggio.

Infatti, l’unione di organizzazioni trasversali garantisce maggiori possibilità di vendita perché un unico referente può proporre al cliente una gamma di soluzioni e di prodotti paragonabile a quella di una grande multinazionale, che nasce dall’unione delle offerte di diverse aziende.

È solo grazie a questo tipo di sinergie che le piccole aziende possono sviluppare prodotti o servizi innovativi che consentono di inserirsi in filiere che ne ampliano le opportunità.

Oggi l’interazione strategica tra realtà produttive o commerciali è fondamentale, e l’aggregazione in gruppi, holding, associazioni ed alleanze garantisce maggiori possibilità di successo.


Fare gruppo vuol dire sviluppare economie di scala per superare la crisi

Purtroppo, o fortunatamente, in Italia le PMI nascono sulla base di una competenza specifica, di un core business, di una singola capacità, e tendono a svilupparsi in modo autonomo, crescendo intorno a quel fulcro. Una volta avviate, però, si trovano a dover valutare modi più efficaci per evolvere nella migliore direzione.

Molti imprenditori hanno già compreso i vantaggi legati alla logica di gruppo.

Infatti, come rilevato da Istat, in Italia sono già presenti oltre 90mila gruppi di impresa, per la maggior parte localizzati ed operativi solo sul territorio nazionale, che sono in grado di semplificare i processi di crescita e di sviluppo.

Questi gruppi di impresa riescono a sviluppare sinergie funzionali, trasferendo conoscenze e competenze da un’azienda all’altra, ampliando la capacità di ricerca e sviluppo, massimizzando l’impiego di risorse interne e, soprattutto, migliorando l’offerta commerciale.

E, come conferma l’ISTAT, le imprese appartenenti a un gruppo evidenziano una maggiore produttività rispetto a quelle autonome, indipendentemente dalla dimensione.

Nella maggior parte dei casi, le aziende scelgono la collaborazione per abbattere i costi delle forniture, e si riuniscono in gruppi di acquisto, una formula già diffusa da tempo in molti Paesi europei, che consente di acquistare a prezzi vantaggiosi senza dover ordinare ingenti quantitativi di prodotto.

Non si tratta solo di acquistare insieme e quindi godere di prezzi riservati ai grandi buyer, ma di condividere e gestire ogni fase ottimizzandone impegno e costi: ricerca dei fornitori, analisi tecnica e qualitativa delle forniture, negoziati, assistenza.

Ma essere competitivi non significa solo ridurre i costi o mantenere bassi i prezzi.

Significa garantire più valore ai consumatori, attraverso la crescita del know-how di ogni impresa e la capacità di risposta verso i clienti, sia in termini quantitativi sia in termini qualitativi.

Le imprese sono quindi chiamate ad affrontare un cambiamento di natura quasi culturale: per seguire questo tipo di filosofia e inserirla nelle proprie strategie aziendali è necessario modificare la comprensione e l’approccio al settore di appartenenza e al mercato in generale.

Aziende che operano nello stesso settore e manifestano competenze specifiche diverse non devono, infatti, considerarsi reciprocamente concorrenti, ma naturali alleate.

Fare gruppo, in questi casi, significa abbracciare davvero la logica win-win: le imprese si concentrano sul proprio campo di eccellenza, affidandosi alle alleate per coprire tutte le aree complementari, e il cliente riceve servizi e soluzioni molto più complete e efficienti.


AIPA: una soluzione efficace che consente alle aziende automotive di superare la crisi.

Purtroppo, sembra che, nel settore automobilistico, le piccole aziende siano ancora troppo distanti dalle logiche di raggruppamento di impresa.

Eppure, principalmente per effetto delle limitazioni imposte dai costi che devono sostenere per poter accedere ai servizi gestionali innovativi (digital marketing in primis), le piccole imprese dovrebbero sviluppare sinergie tra aziende del settore per poter finalmente riuscire ad analizzare le esigenze dei consumatori e soddisfarne i nuovi bisogni.

In pratica, le aziende automobilistiche necessitano di nuove soluzioni organizzative ed operative.

Ed è proprio questa la mission di AIPA che, sin dalla sua nascita, è impegnata nella costruzione di una rete di alleanze, nello sviluppo di nuove competenze, nella condivisione degli investimenti.

L’obiettivo principale dell’Associazione è di creare un network di eccellenza in grado di affrontare e superare la crisi che ormai da troppo tempo sta investendo il settore.

Iscriversi rappresenta quindi una soluzione efficace per superare la crisi.

Solo attraverso una propensione al futuro basata sulla qualità delle soluzioni e delle persone si potranno infatti  sviluppare prodotti e servizi che determinano un beneficio per le aziende e per i clienti.