LA MOBILITÀ AI TEMPI DEL LOCKDOWN

LA MOBILITÀ AI TEMPI DEL LOCKDOWN

Ci risiamo, un nuovo DPCM costringe i cittadini a restare a casa e la mobilità ai tempi del lockdown ne risente drammaticamente.

...e le aziende devono fare i conti con perdite di bilancio sempre più consistenti.

Ma è proprio vero che, a causa delle limitazioni alla mobilità, i consumatori non hanno bisogno di acquistare o manutenere le automobili?
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Restare a casa è un dovere sociale, ma la mobilità durante il lockdown è ancora un bisogno da soddisfare.

I Governi sono impegnati nella tutela della salute, ma anche con la necessità di assicurare ai cittadini il benessere economico e sociale.

Un compito non facile, considerato che la limitazione agli spostamenti da un lato rappresenta un’arma efficace contro la diffusione del covid-19, dall’altro determina innegabili conseguenze sull’economia e sul PIL.

Siamo tutti preoccupati, soprattutto gli imprenditori, perché l’incertezza per il futuro delle aziende e il peso della responsabilità dei dipendenti mette a dura prova la loro stabilità economica ed emotiva.

E il settore automotive non è immune da queste preoccupazioni.

Sembrerebbe che l’unica via di uscita sia accettare passivamente e con resilienza le regole degli ultimi DPCM, chiudere le aziende e sperare in tempi migliori.

Ci sono soluzioni alternative durante il lockdown?

Una soluzione c’è sempre e, anche in questo momento, si può fare qualcosa per continuare a vendere e prosperare.

Innanzitutto, basterebbe analizzare oggettivamente alcuni dati:

Negli ultimi 6 mesi l’utilizzo dell’autovettura da parte dei privati è aumentato di oltre il 20%.

A settembre le immatricolazioni auto in Italia sono aumentate del 9,54% rispetto allo stesso mese dello scorso anno

È innegabile che i cittadini, pur osservando le regole anti-contagio, hanno bisogno di spostarsi, anche adesso.

Solo che, rispetto a qualche mese fa, preferiscono utilizzare la propria autovettura, evitando il più possibile l’impiego di mezzi di trasporto pubblici.

Quindi, esiste ancora un notevole interesse per le automobili, anche se stanno mutando le condizioni alla base della domanda.

Occorre comprendere che i clienti acquistano soluzioni che soddisfano i loro bisogni, non semplici prodotti!

È se questi bisogni mutano al variare delle circostanze, proprio come accade durante un lockdown, bisogna sapere interpretarli.


E allora come si può favorire l’incontro tra domanda e offerta?

In una recente intervista con il CEO di WB TRADE-it, Katharina Wellnitz, abbiamo approfondito questi temi durante il webinar “Vendere durante un lockdown”.

Durante il webinar, trasmesso in diretta sui principali social network abbiamo una guida pratica e funzionale per affrontare le limitazioni alla mobilità e continuare a vendere anche durante i lockdown.

mobilità ai tempi del lockdown

Sebbene il webinar fosse rivolto agli imprenditori di molteplici settori, le informazioni fornite risultano particolarmente interessanti per gli operatori automotive, come pure per i cittadini privati.

In sintesi, è stato individuato un percorso logico che consente di allineare la propria offerta di prodotti e servizi alle nuove esigenze dei clienti.

Si, perchè il bisogno di mobilità permane, anche durante il lockdown!

Il percorso logico parte dall’analisi oggettiva della situazione attuale con il metodo dei “5 PERCHÉ”.

In pratica, si traccia a ritroso il percorso CAUSA-EFFETTO fino al punto in cui si ottiene una comprensione chiara del “bisogno scatenante”, cioè dell’evento principale che ha determinato il problema.

Una volta individuato un bisogno attraverso le analisi demo-psicografiche, viene ipotizzata la soluzione ottimale, analizzata poi dal punto di vista dell’UTILITÀ, della DISPONIBILITÀ e della CONVENIENZA.

Verificata la disponibilità di risorse e strumenti e valutato l’impatto che la soluzione potrebbe avere sui flussi di cassa si può lavorare per semplificare il processo e l’intera attività di produzione.

A questo punto, se come è vero “la pubblicità porta il negozio a casa del cliente”, è proprio la pubblicità, in tutte le sue forme, che consente di sviluppare una relazione dinamica con i clienti.


I clienti acquistano soluzioni, non semplici prodotti.

mobilità ai tempi del lockdown

Oggi il mercato offre soluzioni sempre più mirate alle nuove esigenze.

Dalle innovative formule di finanziamento e noleggio, per soddisfare la ridotta disponibilità finanziaria, alle automobili ibride o elettriche che, oltre a rappresentare una soluzione all’inquinamento, consentono di abbattere concretamente i costi di gestione.

Per quanto riguarda i servizi, invece, sembra proprio che concessionari e autoriparatori trascurino le nuove esigenze degli automobilisti.

Infatti, l’offerta dei servizi per la manutenzione dell’auto è rimasta pressoché immutata durante il lockdown!

Tuttavia la maggior parte degli operatori continua ad attendere i che i clienti si rechino in officina o nei punti vendita!

Eppure, sebbene soprattutto nelle zone rosse sia vietato spostarsi, per soddisfare la domanda potrebbero essere attivati, ad esempio, l’igienizzazione del veicolo, i servizi di ritiro e consegna a domicilio, estensioni di garanzie, piani di manutenzione programmata con la formula “rimborsati in caso di inutilizzo” e, soprattutto nelle aree metropolitane, un servizio di custodia o parcheggio.

Senza menzionare poi il cambio gomme (obbligatorio dal 15 novembre) e tutti i prodotti aggiuntivi (igienizzanti, guanti e mascherine, coprisedili monouso, solo per citarne alcuni).

Le possibilità per mantenere viva la relazione con i clienti sono molteplici, basta dare spazio alla creatività.

Restare a casa, ma rimanere uniti. 

Pur mantenendo le distanze, bisogna restare uniti per superare l’emergenza.

Per farlo, occorre sviluppare una comunicazione a due vie che consenta agli operatori di individuare le nuove esigenze dei clienti e a questi ultimi di entrare in sintonia con partner affidabili.

Andare incontro alle nuove esigenze dei consumatori non diventa, quindi, soltanto un modo per vendere di più.

Piuttosto è un impegno morale che favorisce la “Solidarietà politica economica e sociale”, come recita l’articolo 2 della Costituzione.


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