Opportunità di crescita nel settore automotive

Opportunità di crescita nel settore automotive

opportunità di crescita

Grandi opportunità di crescita in arrivo nel settore automotive!

L’accelerazione dello sviluppo tecnologico e la volatilità dei mercati sta determinando cambiamenti profondi nella società e nel mondo del lavoro.

L’uomo è pertanto costretto a ricercare nuove soluzioni per soddisfare nuovi bisogni e, per farlo, deve poter acquisire nuove competenze e abilità.

Occorre quindi sviluppare nuove organizzazioni, imprese, città, società e soprattutto la qualità e quantità del lavoro. 

E ciò è possibile solo con un cambio di paradigma: dalla passiva rassegnazione al cambiamento all’utilizzo intelligente dei propri talenti.

Nel settore automotive, con l’introduzione dei nuovi veicoli elettrici e a guida autonoma, cambierà anche il modo di vendere e assistere le autovetture.

Le case automobilistiche hanno già hanno da tempo investito ingenti capitali per acquisire e gestire in autonomia i dati dei consumatori, e ora sono pronte a sferrare l’attacco finale!

A breve, grazie all’impiego di nuove tecnologie, saranno in grado di tracciare accuratamente non solo gli spostamenti e le prestazioni delle vetture dei clienti, ma anche di individuare quelle caratteristiche psicografiche che sono alla base di ogni motivazione all’acquisto.

E allora, quali effetti determineranno questi cambiamenti sul comportamento dei consumatori e sull’intera filiera automotive?

Si intravedono opportunità di crescita per i professionisti automotive o soltanto rischi di riduzione della forza lavoro?


L’introduzione di nuove tecnologie rende più semplice il lavoro ma riduce il fabbisogno di forza lavoro.

Finora il compito di acquisire e gestire i dati dei clienti era affidato a personale qualificato in grado di analizzare, interpretare e catalogare i profili degli utenti, dei concorrenti e del mercato in generale.

Questa è la base sulla quale si fondano le scelte degli imprenditori del settore: quale stock di vetture mantenere disponibile in concessionaria, quali automobili ritirare in permuta, di quanti meccanici occorre dotare l’officina… in breve, quali scelte effettuare per conseguire la continuità e il successo dell’azienda.

Si tratta di processi alquanto complessi e onerosi che nessun buon imprenditore può trascurare.

In molti casi, soprattutto per le concessionarie e officine rappresentanti una o più Marche automobilistiche, queste attività sono svolte centralmente dalla Casa mandante che, in virtù della posizione dominate (determinata dal possesso e dalla possibilità di gestire i dati!), impone agli operatori un modello di business precostituito e spesso inadeguato al mercato locale.

Per gli operatori indipendenti lo scenario cambia: è vero che gli imprenditori possono effettuare scelte autonome, per contro l’accesso ai dati prima citati è limitato, se non addirittura inibito, dall’elevato costo, in termini di abbonamenti alle banche dati e di impiego di personale qualificato.

L’accesso ai “Big Data”, la grande quantità di dati che possono confluire automaticamente nei database delle case costruttrici o delle aziende ad esse collegate, consentirà di automatizzare e velocizzare i processi di analisi e rendere più efficaci le scelte strategiche.

Ecco perché le Case automobilistiche hanno già annunciato consistenti riduzioni dei posti di lavoro: semplicemente molte figure professionali non occorreranno più.


Quali conseguenze subiranno i concessionari, i venditori di auto e gli autoriparatori?

In aggiunta alla riduzione di impiegati addetti al “marketing”, occorre considerare il ridotto fabbisogno di manutenzione dei veicoli elettrici, per i quali basteranno pochi e semplici controlli di funzionalità e gli utenti potranno fare a meno di recarsi in officina con la stessa frequenza di prima.

I veicoli elettrici non hanno, infatti, parti del motore soggette ad usura come quelle dei motori a combustione interna, non richiedono l’impiego di lubrificanti particolari, non hanno bisogno di filtri, cinghie, candele e (come li chiamiamo in gergo) ammennicoli vari!

Quindi ci si aspetta una drastica riduzione delle visite in officina che determinerà, di fatto, la riduzione della forza lavoro.

Anche il settore delle vendite non resterà immune dai cambiamenti.

Le Case automobilistiche saranno in grado di contattare direttamente i clienti (alcune già lo fanno) per offrire il veicolo giusto al momento giusto, potendosi basare sulle analisi dei bisogni dei consumatori, prima descritte.

Tuttavia, le automobili acquistate dovranno in qualche modo essere consegnate ai clienti, e i concessionari potrebbero quindi evolvere verso la qualifica di “distributori”. Con molta probabilità, saranno trasformati in “punti di consegna” vicini ai clienti. 

Ma questa sembra un’ipotesi fin troppo prudenziale, se si tengono presenti i nuovi hub (centri logistici) che alcune grandi catene stanno realizzando in giro per l’Europa. Basti pensare agli investimenti che stanno sostenendo Amazon, Zalando, DHL (solo per citarne alcuni).


Come trasformare il cambiamento in una opportunità di crescita.

La gestione di nuovi modelli di business richiede l’acquisizione di nuove conoscenze e abilità.

Oltre alla formazione accademica occorre sviluppare competenze tecniche e attitudini comportamentali specifiche per il ruolo assolto e in grado di favorire l’implementazione di strategie customer focused.

  • imparare a individuare e analizzare i segnali di evoluzione dei mercati
  • rivedere continuamente la strategia di sviluppo personale
  • conseguire performance di eccellenza
  • costruire e promuovere il Personal Brand
  • acquisire vantaggi competitivi per distinguersi ed eccellere nella propria attività

Solo così i professionisti dell’automotive saranno in grado di concentrarsi su

  • Strategie: Nuovi business model basati su nuovi prodotti e servizi e centrati sui clienti.
  • Progettazione organizzativa:. Reti organizzative globali; ecologia della conoscenza. 
  • Miglioramento delle performance: Organizzazioni organiche e unità organizzative flessibili. Sistemi di coordinamento e controllo non gerarchici. 
  • Impresa integrale: Nuova cultura ed etica dell’impresa. 

Crediamo fermamente nel valore delle persone e aiutiamo i nostri soci a distinguersi per la capacità di offrire benefici unici che giustifichino un premium price.

Per avere successo occorrerà sempre più individuare strategie di differenziazione che consentano d’incorporare gli attributi differenziati, richiesti per il ruolo, in un’offerta di servizi che si distinguano nettamente da quelli della concorrenza.

Le modalità di differenziazione riguardano caratteristiche personali, efficienza, rapidità di esecuzione, innovazione, ma anche la percezione che il cliente ha del personal brand e la sua soddisfazione in termini intangibili e non necessariamente economici.

In tal modo, chi è disposto a mettersi in gioco e ad affrontare il cambiamento con entusiasmo riuscirà a trasformare i rischi opportunità di crescita.


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