Zona gialla arancione o rossa

Mercato automobilistico in zona gialla, arancione o rossa?

zona gialla

Analogamente ai colori usati dai DPCM varati nei mesi scorsi, abbiamo suddiviso il mercato automobilistico in zona gialla, arancione o rossa.

Non facciamo riferimento, tuttavia, ad aree geografiche, ma ai vari settori del mercato, delineando in tal modo prodotti e servizi che potrebbero mostrare segni di ripresa o criticità nel corso dell’anno.

Zona gialla per le auto ecologiche.

Ad un mese dall’introduzione dei nuovi ecobonus, la vendita di auto ecologiche (elettriche e ibride) incomincia a mostrare qualche segnale incoraggiante.

L’acquirente di questa tipologia di vetture può infatti contare su incentivi fino a 10.000 euro, oltre al risparmio sull’acquisto dell’energia.

In questo senso, chi riesce ad accedere al Superbonus Edilizia 110% (per approfondimenti visita il sito agenziaentrate.gov.it/portale/superbonus-110%) potrebbe ottenere energia a costo (quasi) zero, con una stazione di ricarica per le automobili collegato ad un impianto fotovoltaico.

Certo è che la vendita di autovetture elettriche non sta ancora esprimendo tutto il suo potenziale, per i motivi che abbiamo più volte spiegato nei precedenti articoli (necessità di nuove infrastrutture, autonomia ancora limitata dei veicoli, ridotto potere di acquisto dei consumatori).

Zona arancione per i noleggi e le assicurazioni.

Il Noleggio a Lungo Termine rappresenta una valida soluzione per l’automobilista che ha bisogno di contare su costi di acquisto e di esercizio chiari e fissi.

Sono diverse le compagnie di noleggio in grado di offrire agli utenti la possibilità di guidare un’auto sempre nuova con una spesa mensile limitata.

Tra le tante citiamo Leasys SpA, che propone le più valide alternative all’acquisto del veicolo.

In particolare, a noi piace molto il programma Pay per Use, che consente di pagare soltanto i km percorsi, e il programma Be Free, destinato ai privati. I vantaggi di questi programmi sono innegabili: nessun anticipo da versare, canoni mensili fissi che includono assicurazione, servizi di assistenza e mobilità.

Il mercato del Noleggio a Lungo Termine potrebbe far registrare incrementi a due zeri nei prossimi mesi, soprattutto perché i consumatori hanno sempre più bisogno di evitare spese fuori controllo, proprio come le aziende.

In un momento di grande incertezza, infatti, si ha bisogno di punti di riferimento stabili e, in tal senso, noleggiare una autovettura potrebbe rivelarsi la scelta migliore per quanto attiene al bisogno di mobilità.

Tra i settori a maggior possibilità di sviluppo e che potrebbero rappresentare, per i consumatori, una vera innovazione anche nel settore automobilistico, troviamo le Compagnie Assicuratrici.

Il settore Assicurativo nei mesi scorsi ha subito una flessione, principalmente legata all’andamento delle vendite di automobili.

Tuttavia, se come è vero le polizze auto vengono ancora percepite dagli automobilisti come l’ennesimo balzello da sostenere, è pur innegabile che alcune Compagnie stanno sempre più avvicinandosi alle nuove esigenze dei clienti. Tra le più virtuose abbiamo individuato Unicredit e Axa.

L’introduzione di programmi assicurativi che tutelano i clienti in caso di malattia (anche determinata dal Covid), perdita del lavoro e infortunio in famiglia, affiancati alle polizze auto, rappresentano una ulteriore soluzione per ridurre l’incertezza e minimizzare i rischi.

In quest’ottica, anche la scelta di acquistare una nuova automobile può essere vissuta con maggiore tranquillità.

Zona rossa per le automobili con motore termico

Nonostante i nuovi ecobonus, a gennaio il mercato automotive registra ancora un calo delle vendite del -14,03% rispetto allo stesso mese del 2020.

È pur vero che gli effetti devastanti della diffusione del Covid sono iniziati a marzo dello scorso anno e, quindi, non si possono confrontare i trend di vendita di momenti di mercato profondamenti diversi.

Inoltre, se teniamo in considerazione le limitazioni alla mobilità ancora persistenti e la crisi economica che ha decimato la struttura economico-produttiva del paese, le 134.000 nuove immatricolazioni di gennaio potrebbero indurre ad un cauto ottimismo.

Sarebbe però come mettere la testa sotto la sabbia per paura di osservare la realtà.

Lo scorso dicembre, Confcommercio ha comunicato che nel 2020, a causa del Covid, i consumi sono calati del 10,8%, più di 390 mila imprese del commercio non alimentare e dei servizi hanno cessato l’attività definitivamente e, come afferma CGIA, in totale le PMI hanno perso 420 miliardi di fatturato.

Questi dati dovrebbero di per se stessi bastare a far comprendere quanto sia improbabile che il mercato automobilistico (limitatamente alle automobili a motore termico) faccia registrare una ripresa sostanziale nel corso dei prossimi mesi.

A piovere sul bagnato si aggiunge la carenza di semiconduttori che sta mettendo in seria difficoltà la produzione di automobili.

La manifattura di chip, ridotta per il Covid, è ripresa a pieno regime, ma è insufficiente a soddisfare l’impennata della domanda, legata al boom delle telecomunicazioni e del lavoro e scuola a distanza.

Inoltre, l’andamento della domanda e la difficoltà di approvvigionamento ha generato un’inflazione dei prezzi, con aumenti fino al 40% per certi tipi di prodotto.

Lo scorso dicembre, Volkswagen è stata tra le prime a lanciare il segnale di allarme: la mancanza di microchip sta determinando un marcato rallentamento dei programmi di produzione di automobili (100.000 vetture in meno prodotte negli stabilimenti europei) che difficilmente potrà ritornare a pieno regime prima dei prossimi 6 mesi.

A seguire, tutte le maggiori case automobilistiche avevano annunciato ritardi e rallentamenti nella produzione a causa della carenza di semiconduttori e si stima che a febbraio il calo della produzione potrebbe essere del 10-20 per cento.

Di conseguenza, si prevedono perdite economiche consistenti per i produttori, come annunciato da Ford, ad esempio, che ha stimato una perdita di 2,5 miliardi di dollari a causa del rallentamento della produzione e delle vendite.

In questo scenario così complesso, è difficile ipotizzare una ripresa del settore automotive degna di nota anche se, come spiegato, elettrico, noleggi e assicurazioni potrebbero restare fuori dalla zona rossa o addirittura passare in zona bianca, parafrasando l’ultimo DPCM.


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